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Eventi

Corpo Movimento Struttura

Il gioiello contemporaneo e la sua costruzione
copertina

Prorogata fino al 18 febbraio al MaXXI, la mostra sul gioiello contemporaneo nella “sala gioiello” del museo a cura di Domitilla Dardi.
Una mostra in cui sono stati chiamati sei grandi designer del gioiello contemporaneo a dialogare idealmente con sei autori presenti nelle Collezioni del MAXXI Architettura.
Sono stati messi a confronto, trovandone i punti in comune, gioielli e disegni preparatori insieme alle architetture, a tutti gli effetti due realtà simili ma in scala differente. Nonostante le finalità diverse il gioiello e l’ architettura hanno in comune la loro relazione con un corpo in movimento. Il primo risponde al corpo con una struttura che è in grado di abitarlo, il secondo fa abitare il corpo nello spazio.
Inoltre, esattamente come in architettura, il gioiello è il risultato armonico di misure e proporzioni, è conoscenza di materiali e sapienza tecnica e artigianale. E’ la realizzazione di un’idea, in questo caso indossabile!

Giampaolo Babetto, maestro della scuola orafa di Padova, da sempre attento all’architettura, dialoga qui con Carlo Scarpa. Ad accomunarli è il valore dei pieni e dei vuoti e dei dettagli come il disegno delle cerniere. E’ evidente il comune sentimento della forma funzionale che segna le loro realizzazioni.

Il linguaggio di David Bielander molto vicino alle suggestioni delle arti e dell’architettura. Il suo mondo è fatto di elementi figurativi ma anche geometrico-astratti. Utilizza spesso forme zoomorfe e biomorfe realizzate con maglie e reticolati, interpretando così l’architettura visionaria ma al contempo organica di Maurizio Sacripanti.

La designer di origine australiane Helen Britton da anni porta avanti la ricerca sul tema dell’armatura. Il progetto che per l’occasione ha indagato è quello della barca che Pier Luigi Nervi realizzò in cemento armato. Non poteva esserci miglior ispirazione dell’ “armatura affogata in una massa fluida”.

 

Un linguaggio più Pop ha la produzione di Monica Cecchi che ha scelto come sua cifra personale le latte metalliche da collezione. Il progetto di Vittorio De Feo per la stazione di servizio della Esso si sposa perfettamente con questa visione, in cui l’elemento pubblicitario comunicativo è stato l’elemento guida.

Il lavoro di Peter Chang ruota intorno al concetto di chimera, un animale mitologico che nasce dalla somma di più elementi morfologici. I suoi gioielli sono dunque la rappresentazione di layers, di più stratificazioni di resina colorate. E’ un vero e proprio mondo fantastico. L’associazione con il gruppo IaN+ riguarda proprio l’affinià materica versaltilità e formalità espressiva. Proprio alla memoria di Peter Chang, scomparso nel 2017 è dedicata la mostra.

Philip Sajet è un raffinato disegnatore di gioielli nei quali viene rivelato il piacere estetico della struttura. L’ossatura dei suoi gioielli e il vuoto che deriva dalla riduzione alla sola struttura sono i caratteri principali della sua produzione, potremmo definirla minimalista ed essenziale. Questa sua ricerca fatta per “via di levare” nell’architettura di Sergio Musmeci ha trovato grandi affinità.

Ogni gioiello è un’occasione per conoscere il linguaggio di ciascun autore e la sua personale interpretazione del mondo dell’architettura.

Da non perdere!